Le Leggi Razziali Fasciste

Il 18 settembre 1938 Benito Mussolini annuncia in Piazza Unità a Trieste l'approvazione delle leggi razziali.
Queste leggi servivano ad emarginare, isolare ed espulsione dei cittadini ebrei dalla società. Dopo pochi anni i cittadini Ebrei vengono espulsi dalle scuole, le università, impieghi pubblici, l'esercito e gli viene vietato la proprietà e la direzione di aziende medie o grandi. La discriminazione estromette impiegati, funzionari e dirigenti ebrei dalla Borsa, da molte banche, dalla Cassa di risparmio, dalle società culturali e sportive, dall’università e colpisce in modo sistematico i vertici delle compagnie assicurative, quali le Assicurazioni Generali e la Ras, che proprio alla componente ebraica dovevano le proprie origini.